NEWS
Certificazione LWG: cosa significa davvero per chi acquista pelle
Dietro il rating ci sono processi, dati e (tante) responsabilità di filiera. G.M. Leather racconta come leggerli e quali controlli è utile richiedere prima di acquistare pelle.
Quando un’azienda seleziona un fornitore di pelle, la certificazione LWG (Leather Working Group) è uno dei primi requisiti richiesti. La sua presenza può orientare la scelta dei fornitori, soprattutto nei settori del luxury e dell’arredamento, dove le istanze di tracciabilità e responsabilità ambientale sono sempre più articolate. C’è, però, una sostanziale differenza tra esibire un marchio e comprendere quali garanzie operative questo offre sul singolo lotto di materia prima.
In G.M. Leather lavoriamo lungo l’intera catena di trasformazione: dalle pelli grezze ai semilavorati (wet-blue, crust), fino ai prodotti finiti. Il percorso che ci ha portati a conseguire, insieme a SNAM S.r.l., la certificazione LWG ci ha mostrato quanto sia importante misurare, registrare e verificare le diverse fasi di lavorazione. Nell’audit di una conceria, anche le prestazioni dei subfornitori che eseguono lavorazioni esterne possono incidere sul risultato, secondo le modalità previste dal protocollo. È una responsabilità che riguarda i rapporti industriali lungo la filiera e che indirizza le nostre scelte di controllo e qualificazione.
In questo approfondimento vediamo cosa misura davvero un audit LWG nelle lavorazioni di G.M. Leather e quali controlli integrativi sono necessari per qualificare una fornitura per il luxury, l’arredamento, i semilavorati o i servizi conto terzi.
Certificazione LWG: cosa attesta e quali verifiche richiede
C’è un equivoco ricorrente, quando si parla di certificazione LWG. Quale verifica viene effettivamente svolta e quali informazioni devono essere integrate per valutare un materiale?
- Cosa attesta LWG
Come chiarisce la documentazione ufficiale dell’organizzazione¹, LWG attesta la conformità dello stabilimento ai protocolli ambientali (gestione idrica, emissioni, gestione rifiuti, sicurezza e tracciabilità dei flussi). - Cosa non attesta LWG
La certificazione dello stabilimento non costituisce una prova della conformità fisica o meccanica della singola pelle o di un determinato lotto di produzione.
Per qualificare appieno una fornitura destinata a un brand di alta gamma, il certificato LWG rappresenta, dunque, un elemento della qualifica del fornitore, alla quale vanno affiancati test di laboratorio e documenti analitici previsti dal capitolato.
Mappatura reale: stabilimenti, lavorazioni e livelli di certificazione del Leather Working Group
L’esito dell’audit assegna allo stabilimento un livello di rating (Gold, Silver, Bronze o Audited) per le categorie Leather Manufacturer e Commissioning Manufacturer.
Nel nostro caso, nel 2026 abbiamo rinnovato la certificazione LWG “Silver Rated”. È stata una tappa importante nel nostro percorso di strutturazione dei controlli sui processi, sull’ambiente e sulla sicurezza. All’interno del Gruppo coesistono due distinte modalità di certificazione correlate al ruolo operativo dei siti:
- SNAM S.r.l. opera come deposito e snodo logistico ad Arzignano. Per la categoria LWG Trader, la qualifica prevista è “Approved”, con validità 12 mesi.
- G.M. Leather S.p.A., essendo una conceria a ciclo completo, è certificata, invece, nella categoria Leather Manufacturer, con rating Silver valido fino al 2028 (rinnovo biennale).
Il perimetro dell’audit copre i tre stabilimenti produttivi del Gruppo e l’intero ciclo di lavorazione. Nel dettaglio: calcinaio e concia per la sede G.M. Leather di via Leonardo da Vinci 14 a Zermeghedo; riconcia e tintura per la sede G.M. Leather di via Leonardo da Vinci 6 a Zermeghedo; rifinizione per G.M. Leather in via Olimpica 11 ad Arzignano.
Tracciabilità delle pelli: fino a dove possiamo ricostruire la filiera?
La provenienza della materia prima è una delle informazioni più importanti per chi acquista pelle. Al contempo, la tracciabilità dell’origine è uno dei nodi più critici per la filiera conciaria, considerando che un materiale può coinvolgere più operatori e differenti stadi di lavorazione. Ricostruirlo richiede procedure di registrazione affidabili e informazioni che accompagnino le pelli da una fase alla successiva.
Nel 2025, il nostro Gruppo ha lavorato tonnellate di pelli, acquistate in due principali categorie:
- il 58% come pelli grezze, destinate alle prime fasi di trasformazione;
- il 42% come semilavorati wet-blue, wet-white e crust, già sottoposti a precedenti lavorazioni.
Per monitorarne la provenienza, usiamo un gestionale nel quale ogni lotto di acquisto viene associato a una scheda contenente le informazioni comunicate dal fornitore.
La distinzione tra dati dichiarati e verifiche terze
Queste informazioni costituiscono un presidio documentale interno per la gestione della materia prima e consentono di recuperare le informazioni di provenienza associate ai lotti. Derivano, però, dalle dichiarazioni dei fornitori e, attualmente, non sono sottoposte a una verifica indipendente di terza parte. Per valutare correttamente il grado di tracciabilità, è utile distinguere tra:
- Tracciabilità documentale fino al macello possibilità di ricostruire la provenienza attraverso le registrazioni e i documenti disponibili, con i limiti propri delle informazioni dichiarate.
- Chain of Custody
Sistema di verifica dei flussi dei materiali lungo le fasi della filiera coperte dallo standard (con novità in arrivo nel 2027).
Nel protocollo LWG attuale, la tracciabilità verso il macello viene valutata distinguendo le evidenze fisiche da quelle documentali.
L’evoluzione normativa: EUDR e il nuovo LWG Sustainability System 2027
Nel panorama legislativo europeo, il Regolamento delegato (UE) 2026/2102² ha ridefinito il perimetro dell’EUDR (Regolamento anti-deforestazione), escludendo dal suo ambito di applicazione diretto le pelli e il cuoio bovini compresi nelle voci doganali ex 4101, ex 4104 ed ex 4107.
L’esclusione di questi codici non elimina le richieste volontarie di tracciabilità che possono essere previste dai brand o dalle politiche di gestione del rischio. Per questo, distinguiamo i requisiti normativi applicabili dagli impegni contrattuali e dagli standard di certificazione.
L’aggiornamento strategico: LWG 2027
Per rispondere a una crescente richiesta di trasparenza, il Leather Working Group ha annunciato il passaggio dal Protocol 7 al nuovo LWG Sustainability System nel 2027³. Il sistema si articolerà su tre pilastri:
- Leather Production Standard, focalizzato sull’efficienza di stabilimento e sull’integrazione di criteri di due diligence e responsabilità sociale.
- Chain of Custody Standard: verifica dei flussi dei materiali nel perimetro iniziale dichiarato da LWG, dalle concerie ai produttori Tier 1, con estensioni successive programmate.
- Decarbonisation Framework: comprende il Site Carbon Metric, calcolato sulla base dei dati di audit per monitorare l’andamento delle emissioni nel tempo e sostenere il miglioramento del singolo sito.
Attualmente, è in atto un processo formale per lo sviluppo, la pubblicazione e il mantenimento degli standard del Leather Working Group. La preparazione dei flussi informativi alle nuove regole può agevolare la transizione, una volta pubblicati i requisiti definitivi e chiarite le modalità di applicazione.
Gestione idrica, energetica ed efficienza industriale: come si controllano gli impatti in conceria
La lavorazione della pelle richiede acqua, energia e prodotti chimici. La gestione di queste risorse cambia in funzione delle fasi produttive, delle tecnologie utilizzate e delle caratteristiche dei materiali trattati. Per questo, durante gli audit, le informazioni sui consumi assumono un valore particolare: permettono di esaminare come vengono raccolti e controllati i dati relativi all’attività dello stabilimento.
Nel nostro caso, l’organizzazione produttiva comprende diverse fasi della trasformazione. Le prime lavorazioni sono concentrate nel sito di Zermeghedo (VI), mentre quelle finali di rifinizione si svolgono ad Arzignano.
Il “paradosso” dell’acqua nella concia di alta qualità
Merita un approfondimento il tema idrico. Una conceria che parte dalla pelle grezza svolge operazioni differenti da uno stabilimento che riceve wet-blue o crust. Da questo punto di vista, il consumo d’acqua deve essere letto in relazione alle fasi effettivamente eseguite, ai volumi e alle tipologie di pelle. Nel Protocol 7 LWG vengono già distinti diversi percorsi produttivi; ciò non esclude che il confronto tra stabilimenti con perimetri diversi possa richiedere un’interpretazione attenta dei benchmark.
Nella nostra esperienza, il ciclo completo impone di controllare consumi relativi a fasi che altre strutture possono affidare all’esterno. È un elemento importante per comprendere che cosa rappresenti un indicatore di sito e quali processi ne determinino il valore.
La bozza del futuro Leather Production Standard, rilasciata nel giugno 2025, prevede criteri di monitoraggio e benchmark idrici che tengano conto delle operazioni svolte. Si tratta di un testo ancora in evoluzione: a oggi, non è possibile anticipare con certezza l’effetto delle regole definitive sui rating, né affermare che elimineranno eventuali differenze di punteggio. L’impressione, tuttavia, è che questo restyling dei parametri possa contribuire a calibrare meglio la valutazione per gli impianti a ciclo completo.
Dall’audit alla pratica: efficienza, emissioni e investimenti di stabilimento
Parlare di LWG vuol dire ragionare sulle migliori pratiche da mettere in atto per dare significato e profondità al termine sostenibilità, generando un impatto positivo. Nei fatti, non solo a parole.
In questo senso, il nostro Gruppo ha, per esempio, investito nell’internalizzazione di alcune fasi di processo. Un caso concreto è rappresentato dall’acquisto e dalla messa in funzione presso lo stabilimento di Zermeghedo di una spaccatrice in trippa. Questo investimento ha consentito di:
- avere un controllo diretto sulla resa della materia prima grezza durante la prima fase di lavorazione;
- ridurre la necessità di lavorazioni ed esternalizzazioni presso terzi.
Circolarità e gestione dei sottoprodotti
Nel 2025 il nostro processo produttivo ha generato, inoltre, materiali classificati come sottoprodotti, idonei a essere destinati a filiere quali fertilizzanti, cosmetica e industria alimentare. Il dato va distinto dai rifiuti avviati a smaltimento o a recupero regolamentato nello stesso anno.
Monitoraggio delle emissioni e prospettive energetiche
La raccolta dei dati per l’audit LWG richiede registrazioni, misurazioni e documenti verificabili. Sul fronte climatico, uno dei capitoli per noi ancora da affrontare riguarda il monitoraggio delle emissioni di CO₂ equivalente dei processi. Restano distinti i controlli sulle emissioni in atmosfera, effettuati secondo le autorizzazioni vigenti con verifiche annuali e concentrazioni degli inquinanti mediamente inferiori rispetto ai limiti autorizzativi. Per il sito di Arzignano è, inoltre, previsto il Piano Solventi.
Sostanze chimiche e sicurezza del prodotto: quali controlli servono?
Altro pilastro fondamentale per la qualifica di un fornitore LWG è la sicurezza chimica. Per i settori dell’arredamento e della pelletteria, è utile distinguere tra:
- ZDHC MRSL (Manufacturing Restricted Substances List)
Lista di sostanze soggette a restrizioni nelle formulazioni chimiche utilizzate durante la produzione. La finalità è prevenire l’impiego intenzionale di sostanze problematiche nei processi. - RSL (Restricted Substances List)
Lista di sostanze e relativi limiti applicabili al materiale o al prodotto finito. Può derivare dalla normativa e/o dai capitolati dei clienti. Il regolamento REACH costituisce uno dei riferimenti normativi europei, senza coincidere con una singola REACH RSL⁴.
Il controllo delle formulazioni impiegate e la verifica del prodotto finito hanno, quindi, oggetti differenti. La certificazione LWG prende in esame i sistemi di gestione, mentre la conformità del lotto ai limiti applicabili richiede i controlli analitici previsti dal cliente e dalle norme.
In G.M. Leather la selezione delle formulazioni chimiche considera la conformità alla ZDHC MRSL. La gestione degli obblighi applicabili previsti dal regolamento europeo REACH riguarda, invece, il quadro di conformità normativa. Al 31 dicembre 2025, i nostri fornitori di pelli bovine semilavorate risultavano in possesso di certificazione LWG sulla base delle attestazioni ricevute.
Come verificare la certificazione LWG di un fornitore: checklist pratica
Per un responsabile ufficio acquisti o un auditor di terzi, verificare il certificato LWG di un partner industriale richiede tre macro passaggi.
- Verifica della sede e del perimetro dello stabilimento
Il certificato LWG è legato a uno specifico impianto fisico. Occorre accertarsi, in questo senso, che le lavorazioni oggetto del contratto vengano eseguite effettivamente nello stabilimento auditato. Un fornitore potrebbe essere certificato per la sola rifinizione, non per le fasi a caldo di concia e calcinaio. - Controllo della categoria d’audit
È importante, poi, accertarsi in quale categoria è censita la struttura. Il Leather Working Group distingue Leather Manufacturer, Subcontractor, Trader e Commissioning Manufacturer. Per i trader la qualifica prevista è “Approved”, per i Subcontractor è “Audited”. La categoria definisce con precisione quali operazioni sono state sottoposte a verifica. - Validazione dell’URN (Unique Reference Number) Attraverso la directory ufficiale LWG è bene, infine, incrociare il numero URN riportato sul certificato con il registro pubblico per verificare che la certificazione non sia scaduta e che la sede e il perimetro di lavorazione corrispondano alla fornitura. Il certificato non equivale a una certificazione della singola tipologia di prodotto.
Quando una fornitura coinvolge più stabilimenti o lavorazioni esterne, è opportuno approfondire anche quali attività siano effettivamente coperte dalle certificazioni disponibili.
Cosa chiedono davvero i clienti: brand del lusso vs. acquirenti di semilavorati
Un dato interessante. Dal confronto con la nostra forza commerciale e tecnica emergono alcune differenze nelle richieste documentali fatte dai diversi clienti.
- Chi acquista semilavorati tende a concentrare l’attenzione sui controlli chimici e sulle analisi di laboratorio previste dai capitolati. Il buyer deve, del resto, poter documentare la conformità del materiale ai limiti applicabili, sulla base dei test concordati per i lotti interessati. Le richieste RSL sul prodotto vanno distinte dai criteri MRSL sulle formulazioni impiegate in produzione.
- I brand del lusso e del prodotto finito possono affiancare alle schede analitiche audit periodici o visite senza preavviso negli stabilimenti, con particolare attenzione agli aspetti umani e gestionali: salute e sicurezza sul lavoro, benessere del personale e formazione. Frequenza e modalità dipendono dagli accordi con il singolo cliente.
La trasparenza come valore di filiera
La certificazione LWG rappresenta, insomma, un solido punto di riferimento per valutare la gestione industriale di uno stabilimento conciario. Nel nostro modello operativo è uno degli strumenti con cui organizziamo il controllo dei processi e forniamo ai clienti informazioni utili alla qualificazione della filiera.
Condividere con trasparenza i dati disponibili, chiarire il perimetro dei controlli e indicare anche gli ambiti in cui stiamo migliorando rende più utile il confronto con chi acquista. La ricostruzione dell’origine fino al macello e le verifiche sulle emissioni sono esempi di informazioni da leggere insieme ai rispettivi metodi e limiti.
È su questa base documentale che possiamo discutere requisiti, responsabilità e aspettative con i nostri interlocutori. È in questa prospettiva che la certificazione LWG esprime appieno il suo valore, offrendo un riferimento comune per valutare i processi produttivi e affrontare con maggiore consapevolezza le scelte di approvvigionamento.
Sei un responsabile acquisti o un auditor di filiera e desideri analizzare le schede tecniche, i capitolati chimici o i dati di tracciabilità per una fornitura di pelle finita, semilavorata o per lavorazioni conto terzi?
Contatta G.M. Leather
per un confronto operativo
Note
¹ Per approfondire: Leather Manufacturer Standard, Leather Working Group
² Regolamento delegato (UE) 2026/2102, Commissione europea
³ Programma di sviluppo degli standard, Leather Working Group
⁴ Maggiori informazioni su: Manufacturing Restricted Substances List, ZDHC Foundation. RSL & MRSL Explained, Leather Working Group
